Le opere

Opera
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CORBISIERO Franco

Biografia

Franco Corbisiero nasce a Calvello, in provincia di Potenza, il 31 dicembre 1949.
Completati gli studi all'Istituto d'Arte di Potenza, continua a dedicarsi alla pittura sperimentando sempre nuove tecniche mediante l'utilizzo di materiali innovativi.
Negli anni partecipa a numerose esposizioni; svariate anche le personali organizzate a livello istituzionale.
Attualmente vive e lavora a Potenza.

ALI CON CUI VOLARE.


“(…) Perché non hai ali con cui volare,
come la rondine così orgogliosa e libera? (…)”.
Joan Baez – “Donna Donna” -

L’arte, la bellezza e l’immaginazione sono gli elementi peculiari, sui quali si fonda l’opera di ogni artista, ma che in Franco Corbisiero assumono caratteri di particolare - e di quasi esclusiva – originalità creativa (tanto semantica e tanto immaginifica) giacché connessi - tutti e tre questi elementi - a quelli che è possibile identificare come i “valori aggiunti” della scelta estetica e stilistica, effettuata a monte (ovverosia sul piano della “valutazione concettuale”) da parte di questo pittore: che nel suo recente passato ha fatto ricorso al paesaggio (e quindi alla costruzione di una mimesis sentimentale e romantica) per decantare le qualità nobili, più alte, del pensiero estetico, che già a partire da Platone, Plotino, Aristotele, Agostino e Giordano Bruno, ha sempre dato ampia attenzione, nello sviluppo creativo d’ogni opera (sia essa ornata, plastica, musicale o letteraria) all’equilibrio, alla perfezione, alla proporzione e alla profondità.
Aspetti questi che ritroviamo nella pittura di Franco Corbisiero.
In ogni caso, i quattro elementi, or ora citati (e quindi: quilibrio, perfezione, proporzione e profondità) li ritroviamo, anche, nella più recente produzione pittorica (solo in parte mutata rispetto a qualche anno fa) di Franco Corbisiero: il quale accantonata - ma solo per un istante, riteniamo - la mimesi del paesaggio sì è proiettato, con tutto se stesso, nella modernità fluida del tempo presente, ovverosia in quel caduco, in quell’effimero, in quel transeunte e in quel contingente, dei passaggi epocali determinati dalla nostra attualità storica (peraltro corrispondenti con il momentaneo e con il transitorio del nostro vivere quotidiano); in maniera tale da visualizzare (attraverso le sue figure, le sue forme, le sue materie e le sue masse cromatiche) il brio, l’estro, le aporie intellettuali e lo spirito diacronico (nel segno della lezione d’Hermann Hesse) che sono peculiari, ma anche consequenziali, agli eventi storici presenti.
È proprio da questo genere d’impianto estetico e stilistico, scelto dall’artista lucano per i suoi lavori, che nascono opere come “Pepper” e come “Identità perfette”: che sono da ritenere come delle espressioni pittoriche, interessanti sul piano formale, non fosse altro perché gli hanno valso, nel 2011, il giudizio positivo della commissione giudicatrice dell’evento artistico denominato“Natale di Roma”. Si tratta, in effetti, di due gradevoli dipinti - molto ben costruiti sul piano strutturale e cromatico - che denotano una tensione “scapigliata”, “romantica”, anticonformista (com’è proprio della natura, umana e artistica, di Franco Corbisiero) e che denotano, altresì, una sua componente un tantino bohémien.
Della recente pittura di Franco Corbisiero, ci piace rimarcare la sua volontà di mettere in evidenza, con grande gusto minimalista, le declinazioni esistenti tra la finzione e la verità; tra le vibrazioni del colore e le nuance delle tinte e dei toni; tra la luce e l’assenza di luce. La tecnica da lui adoperata è, da un verso, sempre la stessa, fatta per asportazioni di colore e con l’uso del bitume e della carta velina. Da un altro verso, invece, la tecnica è stata velocizzata dall’artista, per rimarcare la necessità di una immediatezza creativa da parte sua, che si traduce in naturalezza e in spontaneità di proposta immaginifica. E tutto questo lui lo ottiene accentuando l’abrasione del colore, sul piano prospettico, e eliminando l’utilizzo della colla e della carta velina, che fino a questo momento gli hanno assicurato, avvincenti, spessori minimali, in ogni caso mai dei tutto abbandonati nella sua, intrigante ed appassionante, ricerca pittorica e creativa.
In ogni caso, è nell’utilizzo del pastello che scorgiamo uno sviluppo della tecnica adottata - sul piano stilistico - da Franco Corbisiero, il quale oggi, invece, sul piano della proposta formale, si è lasciato molto prendere dalla figura femminile: ovverosia da quel corpo di donna, che in quanto creatura umana, rimanda alla Genesi biblica quando, questo essere vivente, venne creato, di ossa e carne, perché lei fosse (dal punto di vista concettuale e speculativo) una stessa cosa con l’uomo: e quindi (adoperando la lingua ebraica) ish in quanto maschio e ishshah in quanto femmina.

Rino Cardone -

 

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